Ultima Spiaggia, Notte
Il botanico aprì gli occhi.
Si guardò attorno e il suo cuore si riempì di gioia. Era tornato nel suo tempo e le sue piante, i suoi alberi e le sue radici lo circondavano quasi come a dargli il bentornato. Con immensa gratitudine verso gli dei il botanico pestò una radice di Ecnide e la gettò in mare. Quel rito segnava la fine del suo viaggio.
Prima di alzarsi dalla sua conca, al botanico spettava un ultimo compito. Cercò una grossa pietra e sul dorso della stessa, con un fiore di Callìa, disegnò immagini a noi incomprensibili. Il botanico si tuffò in acqua. Nuotò in profondità e posizionò la pietra sul fondale marino.
Tornato in superfice si diresse verso il villaggio degli uomini, conscio del fatto che il suo destino era in qualche modo legato alle piante che coltivava.

Circa duemila anni dopo la costa era cambiata parecchio. La conca del botanico un centinaio di anni prima era definitivamente scomparsa a causa delle violente onde. Ma qualcuno, che chiameremo archeologo, nuotava nel mare ormai inquinato. L'archeologo cercava la tana dei polipi, ma ciò che trovò sul fondale marino aveva un valore decisamente maggiore. Raccolse dal fondo una pietra che risplendeva la luce del sole.
"Oro", pensò la mente avida dell'archeologo.
Emerse in fretta dall'acqua e salì sulla costa rocciosa. Si rigirò tra le mani la pietra e si accorse che non era essa a risplendere ma le piante giallastre che la ricoprivano. Cosicchè la gettò a terra deluso.
Ma si accorse anche, l'archeologo, che dalle piante che ricoprivano il sasso, facevano capolino delle immagini colorate. Allora guardò meglio e notò che sul dorso della pietra erano raffigurate città stilizzate e grandi ciminiere disegnate allo stesso modo. Era bizzarro, ma sarà il gioco di un bambino.
L'archeologo gettò nuovamente la pietra a terra e continuò i suoi affari.
Alcuni dicono che se cerchi nello stesso punto puoi ancora trovare la pietra del botanico, altri ignorano i fatti e vivono la loro vita incuranti di ciò che li circonda.
Ma c'è un uomo che azzarda un'ipotesi. I disegni della pietra, tradotti nel linguaggio umano corrispondevano più o meno a questo:
"Provo pena per chi vive in questo mondo e chi si crede re, solo fumo se guardo il vostro tramonto, solo pace se guardo il mio"
Quello che credo io è che niente accade per caso, e che qualcuno, da lassù, piange per la sua opera deturpata.
Fine