sabato, 31 dicembre 2005

In-Civiltà

 

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31/12

In-Civiltà, il primo Blog-Video-Romanzo

Parole e Video si intrecciano formando la poesia iper-mediatica del nuovo anno.

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Nuovo progetto dell'In-Civile: http://morgans.splinder.com

 

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sabato, 31 dicembre 2005

Ultima Spiaggia, Tramonto

Eccolo lì, a rimurginare sulle sue piante.

Ecnide, Dodecamagi e Robendo... tutte estinte ormai. Sì, è un pò la filosofia di questo mondo.

E lui lo sa bene. Ma è davvero tutto sprecato il nostro fiato? O è solo qualcosa che si trascina anno dopo anno, millennio dopo millennio? Non chiedetelo a lui. Lui è solo un botanico. E anche cacciatore. Ma solo quando il sole è tramontato.

La sua voglia di vedere il futuro è grande, sì, a patto che gli dei gli permetteranno il "viaggio".

Dai, lo sai che non ci vuole molto.

Mangia quella dannata erbaccia.

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domenica, 01 gennaio 2006

Mondo Onirico, Quasi-Tramonto

Mangiata che ebbe la sua radice, il botanico cittadino del mondo degli anni 300 a.C. incominciò il suo viaggio nel tempo. Nell'istante di un batter d'occhio gli passarono davanti secondi e minuti e ore e mesi e anni di storia.  Aveva gli occhi chiusi ma allo stesso tempo vedeva un milione di persone che calpestavano lo stesso suolo dove poco prima pestava i suoi germogli di Ecnide. E così popoli dalle lingue più disparate vissero e morirono e lasciarono i loro discendenti a cui spettava lo stesso ritmico destino.

Ma ci fu qualcosa che, nello scorrere del tempo, fermò il botanico dall'avanzare oltre.

Il metallo.

Eat

 

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lunedì, 09 gennaio 2006

Periferia, Quasi-Tramonto

Quale orrore davanti ai suoi occhi!

Il botanico del 300 a.C. si rese conto che nello stesso posto dove egli coltivava le sue piante dagli effetti rilassanti ora sorgeva una grande casa di pietra. E dove erano i suoi alberi di mele? E quelli di pere?

Non riusciva a credere che tanta fatica poteva essere distrutta con così poco buon senso.

E allora corri botanico!

Corri a vedere come la razza umana in questi duemila anni circa ha stravolto la tua terra!

E il botanico corse verso la grande città.

Sperava che almeno una cosa fosse rimasta intatta.

Il cielo.

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domenica, 15 gennaio 2006

Strada di Città, Luce Chiara e Piacevole Post-Tramonto

Fermo, il botanico.

Nel suo girovagare per la città del nuovo millennio incrociò le più orribili visioni della sua vita.

La terra nuda era stata ricoperta da pietra sporca. Sopra la pietra sporca camminavano le persone. E cosa più assurda, le persone si erano stancate di camminare! Facevano chilometri e chilometri senza muovere un passo! E non solo, i loro aggeggi infernali buttavano aria sporca nel cielo!

Ma cosa era successo? L'uomo era impazzito?

Era questa la civiltà predetta dai saggi ? Questa era poco più che una inciviltà.

Perchè veniva guardato come una fiera? Perchè i cittadini del millennio lo temevano? Non era forse il botanico ad essere il più civile di tutti gli uomini del futuro?

Ma fermo, botanico. Ora hai la possibilità di guardare dall' alto.

Sali le scale di uno dei giganti di cemento.

E guarda, guarda la fine della civiltà umana.

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lunedì, 16 gennaio 2006

Tetto, Sera Rossastra

Il silenzio di una morte lenta. Il botanico cade miserabilmente a terra. E piange. Piange sui ricordi di ciò che aveva appena visto.

 

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giovedì, 19 gennaio 2006

Ultima Spiaggia, Notte

Il botanico aprì gli occhi.

Si guardò attorno e il suo cuore si riempì di gioia. Era tornato nel suo tempo e le sue piante, i suoi alberi e le sue radici lo circondavano quasi come a dargli il bentornato. Con immensa gratitudine verso gli dei il botanico pestò una radice di Ecnide e la gettò in mare. Quel rito segnava la fine del suo viaggio.

Prima di alzarsi dalla sua conca, al botanico spettava un ultimo compito. Cercò una grossa pietra e sul dorso della stessa, con un fiore di Callìa, disegnò immagini a noi incomprensibili. Il botanico si tuffò in acqua. Nuotò in profondità e posizionò la pietra sul fondale marino.

Tornato in superfice si diresse verso il villaggio degli uomini, conscio del fatto che il suo destino era in qualche modo legato alle piante che coltivava.

tramonto

Circa duemila anni dopo la costa era cambiata parecchio. La conca del botanico un centinaio di anni prima era definitivamente scomparsa a causa delle violente onde. Ma qualcuno, che chiameremo archeologo, nuotava nel mare ormai inquinato. L'archeologo cercava la tana dei polipi, ma ciò che trovò sul fondale marino aveva un valore decisamente maggiore. Raccolse dal fondo una pietra che risplendeva la luce del sole.

"Oro", pensò la mente avida dell'archeologo.

Emerse in fretta dall'acqua e salì sulla costa rocciosa. Si rigirò tra le mani la pietra e si accorse che non era essa a risplendere ma le piante giallastre che la ricoprivano. Cosicchè la gettò a terra deluso.

Ma si accorse anche, l'archeologo, che dalle piante che ricoprivano il sasso, facevano capolino delle immagini colorate. Allora guardò meglio e notò che sul dorso della pietra erano raffigurate città stilizzate e grandi ciminiere disegnate allo stesso modo. Era bizzarro, ma sarà il gioco di un bambino.

L'archeologo gettò nuovamente la pietra a terra e continuò i suoi affari.

Alcuni dicono che se cerchi nello stesso punto puoi ancora trovare la pietra del botanico, altri ignorano i fatti e vivono la loro vita incuranti di ciò che li circonda.

Ma c'è un uomo che azzarda un'ipotesi. I disegni della pietra, tradotti nel linguaggio umano corrispondevano più o meno a questo:

"Provo pena per chi vive in questo mondo e chi si crede re, solo fumo se guardo il vostro tramonto, solo pace se guardo il mio"

Quello che credo io è che niente accade per caso, e che qualcuno, da lassù, piange per la sua opera deturpata.

Fine

 

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